Articoli modificati AI

  • XGrids presenta Lixel L3, il nuovo scanner spaziale 3D per la mappatura digitale in tempo reale

    XGrids ha presentato il Lixel L3, uno scanner spaziale portatile che integra in un unico sistema LiDAR, imaging a vero colore, posizionamento RTK (Real-Time Kinematic) e un display incorporato. Secondo il produttore, il dispositivo acquisisce in un solo flusso di lavoro nuvole di punti a vero colore, mesh dettagliate e modelli fotorealistici basati su 3D Gaussian Splatting (3DGS): tre tipologie di output che trovano collocazione diretta nei flussi professionali di rilievo e modellazione, dove il formato proprietario LCC2 generato dallo scanner è ormai importabile in Revit e SketchUp.

    Accuratezza e copertura dichiarate

    Le prestazioni metriche indicate da XGrids per il L3 riguardano due livelli distinti:

    • accuratezza relativa pari a 5 mm, che l’azienda dichiara come validata;
    • accuratezza assoluta in tempo reale pari a 2,5 cm.

    Sul piano della produttività, l’azienda stima una copertura di circa 100 metri quadrati in 10 minuti quando l’acquisizione comprende congiuntamente i dati ad alta accuratezza e i modelli fotorealistici 3D. Si tratta di valori dichiarati dal produttore, riferiti allo scenario operativo descritto dalla stessa azienda.

    Stabilità della scansione e imaging

    La localizzazione durante l’acquisizione si basa su un sistema SLAM integrato, affiancato dalla localizzazione assistita dalla visione e da un’ottimizzazione del livellamento. L’insieme è dichiarato finalizzato a mantenere la stabilità della scansione e a limitare il drift accumulato nelle sessioni di scansione più lunghe.

    L’imaging a vero colore è affidato a un sensore CMOS da 1/1,3 pollici con acquisizione 4K HDR, progettato per restituire colore, gamma dinamica e dettaglio delle superfici.

    Operatività in campo

    Il display integrato da 4,3 pollici mostra durante il lavoro lo stato della scansione, la traiettoria seguita e la copertura effettuata. La funzione di map fusion consente di allineare tra loro più scansioni senza punti di controllo preimpostati.

    In fase di esportazione sono disponibili strumenti dedicati alla privacy, che applicano una sfocatura automatica ai volti e alle targhe dei veicoli presenti nei dati.

    Integrazione con Revit, SketchUp e 3ds Max

    XGrids colloca il L3 nel contesto della crescente adozione dei gaussian splats nei flussi di lavoro professionali: Autodesk ha introdotto funzionalità 3DGS in 3ds Max e Trimble ha fatto lo stesso in SketchUp. L’azienda dichiara inoltre che il proprio formato proprietario LCC2 può ora essere importato in Revit e SketchUp, creando un collegamento diretto tra l’acquisizione in campo e i modelli sviluppati su queste piattaforme.

    Per gli studi tecnici che combinano rilievo e modellazione, il dispositivo si presenta quindi come uno strumento di acquisizione multiplo: dalla stessa sessione di scansione derivano la nuvola di punti a vero colore, la mesh e il modello 3DGS, con un percorso di importazione dichiarato verso i due ambienti BIM e di modellazione più diffusi tra quelli citati.

    Le prestazioni indicate e la compatibilità del formato LCC2 restano affermazioni del produttore e non verifiche indipendenti.

  • Buildings, Vol. 16, Pagine 3956: Stima dinamica dei rischi nelle operazioni di gru a torre mediante DEMATEL-ISM e una rete bayesiana dinamica.

    Le operazioni di sollevamento con gru a torre restano tra le attività a maggiore densità di rischio in cantiere, per la compresenza di fattori tecnici, organizzativi, ambientali e umani che non rimangono costanti nel tempo. Il contributo pubblicato su Buildings, Vol. 16, pag. 3956, dal titolo “Dynamic Risk Assessment of Tower Crane Operations Using DEMATEL-ISM and a Dynamic Bayesian Network”, affronta il problema con un impianto di valutazione dinamica del rischio applicato alle operazioni di gru a torre.

    Il tema centrale è il limite di una lettura statica del rischio. Le condizioni che accompagnano il sollevamento cambiano nel corso della lavorazione: configurazione della macchina, carichi movimentati, sequenza delle fasi, contesto di cantiere in cui l’operazione si inserisce. Un modello che fotografi i fattori di rischio in un solo istante non restituisce questa evoluzione. Il lavoro proposto combina due strumenti per coprire entrambe le dimensioni: la struttura delle relazioni tra i fattori e il loro variare nel tempo.

    DEMATEL-ISM: la struttura delle relazioni tra fattori

    DEMATEL, acronimo di Decision Making Trial and Evaluation Laboratory, è una tecnica di analisi multi-criterio impiegata per ricostruire le relazioni di causa ed effetto tra un insieme di fattori. ISM, Interpretive Structural Modeling, organizza le stesse relazioni in una struttura gerarchica, rendendo espliciti i livelli di dipendenza tra gli elementi considerati.

    L’uso congiunto dei due metodi serve a distinguere i fattori che stanno a monte del rischio da quelli che ne rappresentano una conseguenza, e a ricostruire la catena che li collega. Nel caso delle operazioni di gru a torre, questa lettura consente di individuare quali elementi condizionano gli altri all’interno del sistema di rischio, invece di trattarli come voci equivalenti di un elenco.

    La rete bayesiana dinamica e la variabile tempo

    La rete bayesiana dinamica introduce nel modello la dimensione temporale. Si tratta di una struttura probabilistica che rappresenta le dipendenze tra variabili in passaggi successivi, aggiornando lo stato del sistema man mano che le condizioni cambiano. Applicata alla valutazione del rischio delle operazioni di gru, questa impostazione permette di rappresentare il rischio come grandezza che evolve, e non come valore fissato una volta per tutte.

    La combinazione dei due strumenti risponde a una logica precisa: DEMATEL-ISM fornisce la mappa delle relazioni causali tra i fattori, la rete bayesiana dinamica ne consente la lettura nel tempo.

    Cosa resta fuori dal contributo

    Il lavoro ha carattere metodologico e si colloca nell’ambito della ricerca pubblicata su rivista scientifica. Non introduce prescrizioni normative, non modifica obblighi in capo ai soggetti della sicurezza e non definisce procedure di cantiere. Non contiene, per quanto risulti dal riferimento, indicazioni operative vincolanti per il coordinatore della sicurezza, per il datore di lavoro o per chi conduce le operazioni di sollevamento.

    Perché interessa chi gestisce il sollevamento

    Chi organizza le lavorazioni con gru a torre si confronta quotidianamente con la variabilità delle condizioni operative. Gli strumenti richiamati nel contributo muovono nella direzione di una valutazione che tenga conto, oltre che della presenza dei fattori di rischio, anche di come questi si influenzano a vicenda e di come la loro incidenza si modifica nel corso delle fasi di lavoro.

    La lettura del contributo va quindi inquadrata come aggiornamento metodologico sul fronte della valutazione del rischio nelle operazioni di sollevamento, non come nuova regola di cantiere. Per il professionista che segue la materia, l’elemento di interesse è la possibilità di ragionare su modelli di rischio dinamici, costruiti a partire dalle relazioni tra i fattori e dalla loro evoluzione temporale.

  • Discrepanze Climatiche nel Comfort Termico Estivo delle Stazioni della Metropolitana Sotterranee: Un Confronto tra Pechino e Suzhou

    Il benessere termico all’interno delle stazioni della metropolitana sotterranee rappresenta un aspetto cruciale per l’esperienza dei passeggeri e l’efficienza energetica degli impianti, specialmente durante i periodi più caldi dell’anno. La progettazione e la gestione del comfort in questi ambienti complessi devono considerare una molteplicità di fattori, inclusi i carichi termici interni e le significative variazioni climatiche tra diverse regioni geografiche.

    Il comfort termico nelle infrastrutture ipogee durante la stagione calda

    Garantire un adeguato comfort termico nelle stazioni della metropolitana sotterranee durante la stagione di raffreddamento costituisce una sfida ingegneristica rilevante. Questi ambienti presentano caratteristiche uniche: il sottosuolo agisce da scambiatore termico, ma al contempo le stazioni sono soggette a notevoli fonti di calore interne. Tra queste, si annoverano il calore dissipato dai treni, il contributo metabolico dei passeggeri, l’energia rilasciata dagli impianti di illuminazione e dai sistemi elettrici. Una gestione efficace della temperatura e dell’umidità è indispensabile non solo per la salute e il comfort degli utenti, ma anche per prevenire fenomeni di condensa e degrado delle strutture e degli impianti. L’obiettivo è mantenere condizioni ambientali stabili che soddisfino gli standard di comfort percepito, evitando al contempo consumi energetici eccessivi per il condizionamento.

    Discrepanze climatiche e implicazioni per la progettazione

    Le differenze climatiche tra diverse città influenzano profondamente le condizioni di comfort termico nelle stazioni sotterranee e richiedono approcci progettuali specifici. Un confronto tra realtà come Pechino e Suzhou, in Cina, illustra chiaramente queste discrepanze. Pechino è caratterizzata da un clima continentale, con estati calde e spesso secche. Suzhou, invece, ha un clima subtropicale umido, con estati molto calde e un’elevata umidità relativa. Queste variazioni impattano direttamente i parametri di progetto per i sistemi HVAC, inclusi il dimensionamento degli impianti di raffreddamento e la capacità di deumidificazione necessaria. In un contesto come Suzhou, la gestione dell’umidità assume un ruolo predominante, mentre a Pechino la priorità potrebbe essere il carico sensibile per il raffreddamento. La temperatura e l’umidità dell’aria esterna, le temperature del terreno a diverse profondità e le strategie di ventilazione naturale o meccanica devono essere calibrate in funzione delle specifiche condizioni climatiche locali, considerando anche gli effetti di “cappa di calore” urbane che possono alterare il microclima superficiale.

    Strategie di mitigazione e monitoraggio per ambienti complessi

    Per affrontare le sfide del comfort termico in stazioni sotterranee, è necessario implementare strategie di mitigazione e monitoraggio avanzate. La progettazione impiantistica deve prevedere sistemi di ventilazione efficienti, che possano essere modulati in base all’afflusso di passeggeri e alle condizioni climatiche esterne. L’adozione di scambiatori di calore terra-aria o l’integrazione con sistemi geotermici può contribuire a sfruttare la stabilità termica del sottosuolo, riducendo i carichi sui sistemi convenzionali. Fondamentale risulta il monitoraggio continuo dei parametri ambientali chiave, quali temperatura dell’aria, umidità relativa, velocità dell’aria e temperatura radiante media, per valutare la percezione del comfort e ottimizzare il funzionamento degli impianti in tempo reale. L’analisi dei dati raccolti consente di identificare inefficienze, migliorare le logiche di controllo e adeguare le impostazioni operative per massimizzare il comfort con il minimo dispendio energetico.

    La comprensione approfondita delle dinamiche termiche in stazioni della metropolitana sotterranee, unitamente all’analisi delle discrepanze climatiche tra diverse località, è fondamentale per l’ingegneria moderna. Solo attraverso un’attenta progettazione e una gestione proattiva è possibile garantire ambienti confortevoli ed energeticamente efficienti per i milioni di utenti che ogni giorno transitano in queste importanti infrastrutture di trasporto.

  • Chaos acquisisce EvolveLab, azienda specializzata in software AI per il design 3D

    Chaos, sviluppatore di software per la visualizzazione architettonica come V-Ray ed Enscape, ha acquisito EvolveLab, azienda che sviluppa strumenti basati su intelligenza artificiale per la visualizzazione, il generative design, la documentazione e l’interoperabilità destinati ai professionisti del settore delle costruzioni. L’operazione estende il perimetro tecnico di Chaos oltre il rendering: nel portfolio entrano applicazioni che toccano l’ideazione assistita dall’AI, l’automazione dei processi BIM e la progettazione computazionale.

    Secondo quanto dichiarato dall’azienda, l’acquisizione dovrà rafforzare i workflow che collegano la progettazione alla visualizzazione, integrando strumenti per l’automazione BIM, l’ideazione supportata dall’intelligenza artificiale e il computational design. Le due squadre di sviluppo stanno nel frattempo esplorando le modalità di integrazione dei rispettivi prodotti e l’accelerazione delle roadmap legate all’AI; le applicazioni EvolveLab restano comunque disponibili per i clienti.

    Il portfolio EvolveLab

    Fondata nel 2015, EvolveLab è stata la prima azienda a integrare tecnologie di AI generativa all’interno di software di modellazione architettonica, incrociando prompt e geometria 3D. Questa capacità è stata collegata, tramite il prodotto di punta Veras, ai principali strumenti BIM, tra cui SketchUp, Revit e Vectorworks, per poi estendersi alla documentazione e al generative design.

    Il catalogo dell’azienda comprende quattro applicazioni:

    • Veras: visualizzazione basata su intelligenza artificiale;
    • Glyph: automazione e standardizzazione delle attività di documentazione;
    • Morphis: generazione di progetti in tempo reale;
    • Helix: interoperabilità tra strumenti BIM.

    Con l’acquisizione il team EvolveLab entra in Chaos: Bill Allen assume il ruolo di direttore della gestione di prodotto, mentre Ben Guler, già chief technology officer di EvolveLab, diventa direttore dello sviluppo software.

    Un flusso di lavoro già collaudato

    La combinazione tra gli strumenti EvolveLab e quelli Chaos non nasce con l’operazione. Già prima dell’acquisizione molti studi utilizzavano Veras ed Enscape in sequenza: nella fase di progettazione schematica le idee vengono generate rapidamente in Veras, per essere poi trasferite nel modello BIM, dove la visualizzazione in tempo reale di Enscape supporta lo sviluppo successivo del progetto.

    Hanns-Jochen Weyland, dello studio di architettura Störmer Murphy and Partners di Amburgo, riferisce che lo studio ha iniziato oltre un anno fa a valutare strumenti AI per accelerare i propri workflow, individuando in Veras una soluzione pensata per il settore AEC e integrabile con le piattaforme di progetto. Veras viene utilizzata per l’ideazione iniziale, prima di passare ai rendering con Enscape: secondo Weyland, l’abbinamento accelera lo sviluppo dei concetti di progetto e garantisce risultati affidabili.

    Anche lo studio statunitense Cuningham impiega Veras e Glyph insieme a Enscape. Secondo Joseph Bertucci, senior project design technologist dello studio, l’uso combinato dei due strumenti consente di visualizzare e iterare i concetti di progetto in tempo reale, sfruttando i miglioramenti guidati dall’AI per un rapido affinamento. Glyph, dal canto suo, supporta la documentazione automatica con la generazione di viste e tavole, riducendo i tempi di predisposizione del progetto. Restano valutazioni d’uso degli studi coinvolti, non risultati certificati.

    Visualizzazione tradizionale e AI a confronto

    Nella propria analisi, la redazione di AEC Magazine osserva che Chaos, analogamente agli altri sviluppatori storici di software per la visualizzazione architettonica, ha dovuto fare i conti con la concorrenza crescente dei renderer basati su AI. Secondo questa valutazione, strumenti come Veras non hanno ancora la maturità né il controllo necessario per sostituire software come Enscape, ma sono già in grado di coprire alcune fasi del workflow di visualizzazione, in particolare quelle iniziali del progetto, e di migliorare la qualità visiva degli output finali.

    Chaos aveva comunque già avviato l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei propri prodotti: l’anno scorso ha introdotto un AI Enhancer per Enscape, che utilizza l’AI per trasformare asset come persone e vegetazione in immagini fotorealistiche di alta qualità, riducendo la necessità di modelli ad alta densità poligonale e quindi onerosi in termini di risorse.

    Oltre alla tecnologia di rendering AI, che secondo l’analisi di AEC Magazine è stato probabilmente il motore principale dell’acquisizione, Chaos accede a strumenti per l’automazione BIM, l’ideazione assistita dall’AI e il computational design. Nell’intervista rilasciata lo scorso anno, il CEO di EvolveLab Bill Allen aveva inoltre delineato una visione ambiziosa che includeva la generazione automatica delle tavole di progetto.

    L’espansione verso nuovi ambiti non è una novità per Chaos: con il lancio di Enscape Impact, avvenuto l’anno scorso, l’azienda ha portato l’analisi delle prestazioni dell’edificio all’interno dell’ambiente di visualizzazione in tempo reale di Enscape. Con gli strumenti di progettazione AEC ora in portafoglio, resta da vedere come l’integrazione tra le due squadre di sviluppo tradurrà concretamente i prodotti EvolveLab nell’ecosistema Chaos.

  • Il Laing O’Rourke Centre dell’Università di Cambridge lancia un framework universale per la misurazione della produttività

    Il Cambridge Framework for Construction Productivity, abbreviato in Cambridge Framework, fornisce una struttura di riferimento per misurare la produttività nel settore delle costruzioni in modo coerente a diversi livelli di granularità all’interno di un progetto. Il suo approccio si basa su dati di progetto comunemente disponibili, che il framework mostra come organizzare e integrare per ottenere analisi con un effettivo contenuto informativo.

    Misurazione coerente a più livelli di dettaglio

    La produttività in un progetto di costruzione può essere osservata a scale diverse, dall’intera opera fino a porzioni più limitate di attività. Il Cambridge Framework affronta questa variabilità fornendo una struttura che consente di mantenere criteri di misura coerenti quando si passa da un livello di granularità a un altro, in modo che i risultati siano interpretabili in maniera uniforme nel contesto dello stesso progetto.

    I dati di progetto coinvolti

    La base informativa del framework è costituita da dati che i progetti di costruzione producono comunemente. Vengono indicati in particolare:

    • i programmi (programmes), ovvero la pianificazione temporale dei lavori;
    • i modelli BIM dell’opera;
    • i registri di avanzamento (progress records);
    • i registri della manodopera (labour logs), relativi all’impiego delle risorse di lavoro;
    • i registri dei bloccaggi (blocker logs), nei quali vengono tracciati gli impedimenti che ostacolano lo svolgimento delle attività.

    Insieme, questi dati coprono la pianificazione, il modello dell’opera, lo stato di avanzamento dei lavori, l’impiego della manodopera e le condizioni che ne frenano l’utilizzo.

    Strutturazione e integrazione a supporto dell’analisi

    Il passaggio centrale indicato dal framework è l’organizzazione di questi dati in forma strutturata e la loro integrazione reciproca. È la combinazione di cronoprogrammi, modelli, registri di avanzamento, informazioni sulla manodopera e sui bloccaggi a permettere di giungere a un’analisi dotata di significato per la misurazione della produttività, applicabile ai diversi livelli di granularità previsti dalla struttura.

    Implicazioni per la pratica tecnica

    Per progettisti, strutturisti, direzioni di lavoro e organizzazioni che operano già con modelli BIM e strumenti di pianificazione, il framework delinea un percorso in cui la misurazione della produttività si appoggia ai dati che il progetto genera comunemente. Il compito che resta aperto è quello di dare a questi dati una struttura e delle connessioni, affinché diventino materia di analisi coerente e confrontabile ai diversi livelli di dettaglio.

    Il Cambridge Framework si colloca dunque come struttura di riferimento per la misura della produttività nelle costruzioni: un impianto fondato sull’organizzazione e sull’integrazione di dati di progetto esistenti, dai cronoprogrammi ai modelli BIM fino ai registri di avanzamento, di manodopera e di bloccaggi.

  • Buildcheck raccoglie 12 milioni di dollari in un round di finanziamento Serie A

    Buildcheck ha chiuso un round di finanziamento Series A da 12 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo della sua piattaforma di “drawing intelligence” basata su AI, orientata agli appaltatori. Lo strumento è progettato per aiutare i team a individuare criticità, comprendere le modifiche e applicare gli standard sui disegni prima che abbiano inizio i lavori in cantiere.

    Computer vision sui PDF 2D

    La piattaforma converte i playbook QA/QC di un appaltatore in agenti di revisione AI personalizzati, isola le modifiche tra le revisioni dei disegni, identifica criticità di codice (code issues) e segnala opportunità di value engineering.

    Il funzionamento si basa sulla computer vision: il software legge i disegni riproducendo il modo di analisi di un revisore, includendo componenti, segmenti, geometrie, quote e relazioni spaziali.Opera a partire da PDF 2D, senza necessità di un modello BIM, di metadati o di esportazioni dedicate. Secondo Buildcheck, questo approccio consente di rilevare ciò che un’AI di tipo testuale non può strutturalmente cogliere, come una tubazione che attraversa una colonna.

    Le quattro categorie di controlli

    • Salute del disegno: identificazione di tag e quote mancanti, incongruenze nell’indice dei fogli e riferimenti a dettagli interrotti.
    • Clash detection in 2D: interferenze tra apparecchiature e controsoffitti, tubazioni che attraversano colonne, bordi di soletta non corrispondenti.
    • Omissioni e regole logiche: alimentazione elettrica mancante per le pompe, porte con classe di resistenza al fuoco insufficiente in pareti tagliafuoco, discrepanze tra i quadri elettrici rappresentati in planimetria e lo schema unifilare.
    • Controlli incrociati specifica-disegno: segnalazione dei casi in cui il disegno contraddice la specifica scritta o viceversa.

    Revisione umana di ogni segnalazione

    L’azienda precisa di non applicare l’AI in modo acritico: esperti interni revisionano ogni output prima che raggiunga il cliente, con la doppia funzione di confermare che il problema segnalato sia reale e di attribuirne la gravità. Il co-fondatore e CEO Alexander Michalatos descrive l’approccio come la combinazione della velocità e dell’ampiezza dell’AI con il giudizio di chi ha effettivamente costruito.

    Adozione e ambiti d’uso

    Tra i clienti della piattaforma figurano DPR Construction, EllisDon, Power Construction, IMC Construction ed EMJ Construction. Il software viene utilizzato su progetti di data center, sanitari, commerciali e residenziali.

    Le capacità descritte derivano dalle dichiarazioni dell’azienda, che non riporta dati prestazionali o benchmark indipendenti; il perimetro operativo dichiarato resta la revisione dei disegni in fase pre-cantiere, a partire da PDF 2D e con validazione umana di ogni segnalazione.

  • Legge PA: Albo Esperti Catastrofali, Elenchi Ricostruzione. Le Novità

    Il quadro normativo per la gestione delle emergenze sismiche e la ricostruzione è stato recentemente aggiornato con disposizioni che incidono profondamente sulle procedure e sulle responsabilità professionali. Tra le modifiche più rilevanti, un’interpretazione autentica dello stato legittimo offre chiarimenti cruciali per i condomìni danneggiati dagli eventi sismici nella zona dei Campi Flegrei.

    Chiarimenti sullo Stato Legittimo nei Condomini e Accesso agli Esperti Catastrali

    Per le strutture colpite dagli eventi sismici nell’area dei Campi Flegrei, è stata introdotta un’interpretazione autentica dello stato legittimo. Questa disposizione stabilisce che, per le parti comuni condominiali, la conformità legittima è valutata in riferimento all’edificio nel suo complesso. Di conseguenza, eventuali difformità o abusi di lieve entità presenti all’interno delle singole unità abitative non inficiano automaticamente lo stato legittimo delle parti comuni.

    Un’altra novità significativa riguarda l’accesso dei professionisti tecnici agli elenchi degli esperti valutatori dei danni da catastrofe. Per facilitare la mobilitazione di competenze qualificate in contesti emergenziali, è stata temporaneamente sospesa la richiesta di dimostrare un’esperienza pregressa di almeno tre anni in questo ambito specifico. Questa facilitazione sarà valida per la fase di prima applicazione dell’albo degli esperti catastrofali e rimarrà in vigore fino al 1° aprile 2028. Dettagli specifici sull’iscrizione sono reperibili nella normativa di riferimento (approfondimento).

    Queste modifiche sono parte del decreto Pa, convertito in legge e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6 ottobre 2026, con entrata in vigore dal 7 ottobre 2026 (testo coordinato).

    Responsabilità e Processi di Cancellazione per i Professionisti

    Il provvedimento introduce anche nuove responsabilità per i professionisti impegnati negli interventi di ricostruzione. Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione acquisisce la facoltà di cancellare gli esperti dall’elenco speciale. Tale misura è applicabile qualora siano accertate carenze significative o persistenti nell’esecuzione di precedenti contratti, siano essi di progettazione, direzione lavori o altre prestazioni tecniche, nell’ambito di progetti di ricostruzione pubblici o privati.

    La definizione dei criteri specifici per l’individuazione di tali carenze e dei gravi inadempimenti che determineranno la cancellazione sarà demandata a un’ordinanza emanata dal medesimo Commissario Straordinario, al fine di garantire trasparenza e oggettività nel processo (approfondimento).

    Accelerazione delle Attività Progettuali nella Ricostruzione Post-Sismica del Centro Italia

    Per gli interventi di ricostruzione post-sismica nel Centro Italia, la legge introduce una deroga alle consuete procedure di programmazione dei lavori pubblici, che includono l’obbligo di un programma triennale e di un elenco annuale. Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione può ora autorizzare il finanziamento immediato delle sole attività di progettazione.

    Questa possibilità è riservata agli interventi di ricostruzione identificati sulla base di stringenti criteri di urgenza, indifferibilità e priorità, volti a garantire la funzionalità delle infrastrutture e dei servizi pubblici essenziali. La medesima disciplina è estesa anche alle operazioni di ricostruzione che interessano i territori delle regioni Marche e Umbria, a seguito degli eventi sismici del 9 novembre 2022 e del 9 marzo 2023.

    Queste disposizioni mirano a snellire le procedure e ad accelerare i tempi di avvio delle attività cruciali per la ripartenza dei territori colpiti. Per un’analisi più approfondita delle novità normative a favore dei progettisti, si rimanda all’articolo del 29 settembre 2026 (approfondimento).

  • Segmentazione automatica e stima della lunghezza di microfessure nei sigillanti edilizi mediante deep learning

    La rivista Buildings pubblica nel volume 16, pagina 3955, uno studio intitolato Automated Segmentation and Length Estimation of Tiny Building Sealant Cracks Using Deep Learning. La ricerca è dedicata alla segmentazione automatica e alla stima della lunghezza di fessurazioni di dimensioni molto ridotte che interessano i sigillanti impiegati negli edifici e si colloca nel campo dell’intelligenza artificiale applicata al settore delle costruzioni.

    Le operazioni automatizzate

    Il lavoro affronta due elaborazioni distinte e complementari:

    • la segmentazione automatica delle fessurazioni, ovvero la loro individuazione e delimitazione;
    • la stima della lunghezza, cioè la quantificazione dell’estensione lineare delle fessurazioni individuate.

    L’oggetto dell’analisi sono fessurazioni di dimensioni particolarmente contenute: la scala ridotta del difetto costituisce l’elemento di specificità dichiarato nella definizione del problema affrontato dallo studio.

    La tecnologia di base

    La metodologia impiegata rientra nelle tecniche di deep learning. L’automazione copre la sequenza descritta dalla ricerca, dal riconoscimento delle fessurazioni dei sigillanti alla misura della loro lunghezza. Per gli elementi di dettaglio sul modello, sui dati utilizzati e sui risultati sperimentali occorre fare riferimento al testo integrale della pubblicazione.

    Riferimento bibliografico

    • Buildings, volume 16, pagina 3955: “Automated Segmentation and Length Estimation of Tiny Building Sealant Cracks Using Deep Learning”.
  • vBrief: gestione e controllo delle informazioni di progetto

    vBrief ha riprogettato la propria piattaforma per il settore AEC con un obiettivo dichiarato: impedire che le informazioni di valore di un progetto finiscano disperse “tra caselle di posta e cartelle”. La soluzione trasforma i dati sparsi in una base di conoscenza verificata e tracciabile, pensata per tenere sotto controllo le informazioni critiche lungo l’intero processo di progetto.

    Un taccuino di pratica strutturato

    Il CEO e cofondatore James Wright-Zhang descrive il software come un “taccuino di pratica moderno”: un luogo dove registrare le informazioni necessarie per gestire un progetto. Rispetto a un taccuino tradizionale, però, i contenuti vengono strutturati in modo digitalmente utilizzabile. La piattaforma aiuta a individuare contraddizioni e duplicati, rende le informazioni facilmente condivisibili all’interno del team e mantiene ogni dato collegato al documento sorgente e alla cronologia delle modifiche.

    Acquisizione dei contenuti

    I dati possono entrare nella piattaforma in due modi: tramite un connettore Outlook, che acquisisce email e allegati, oppure mediante il caricamento diretto di PDF, documenti, note di riunione, chat e programmazioni.

    AI per l’estrazione, verifica umana per il registro

    Il sistema utilizza AI per individuare le informazioni chiave in ciascuna sorgente e pre-categorizzarle per la revisione. Il perimetro è tuttavia netto: nulla entra nel “registro attendibile” (trusted record) finché l’utente non ha verificato il contenuto nel suo contesto originale. L’automazione lavora quindi in fase di preparazione ed estrazione, mentre la conferma che legittima un’informazione come parte del registro di progetto resta all’utente.

    Viste e documenti di progetto

    Una volta inseriti nel registro, i dati possono essere organizzati in forme diverse. I campi flessibili permettono di produrre, ad esempio:

    • un brief di progetto sempre aggiornato;
    • un registro dei rischi;
    • un registro dei suggerimenti;
    • un elenco di richieste aperte;
    • un registro delle modifiche;
    • un elenco di attività;
    • un quadro per categorie o zone;
    • un registro delle attività (activity log);
    • un report di fase.

    Una vista a timeline mappa inoltre le relazioni chiave tra le informazioni, aiutando a capire quali elementi sono correnti e come ciascun dato è arrivato nella piattaforma.

    Prezzi e condizioni

    Il modello di prezzo parte da 15 sterline per utente al mese, quota che copre la revisione AI di 100 pagine. Per i nuovi clienti è previsto un periodo di valutazione di 30 giorni. La limitazione a un numero definito di pagine esaminate dall’AI nel piano base lega il servizio al volume di materiale sottoposto alla pre-categorizzazione, mentre il processo di verifica umana resta condizione necessaria affinché una qualsiasi informazione diventi parte del registro attendibile.

  • Graphisoft lancia Archicad Studio per i professionisti freelance

    Graphisoft ha lanciato Archicad Studio, un piano in abbonamento pensato per i professionisti che lavorano in autonomia o con team locali. La proposta si colloca nel segmento del BIM per l’edilizia, con l’obiettivo dichiarato di offrire un flusso di lavoro completo, dalla progettazione alla documentazione, aggiungendo strumenti di collaborazione e navigazione tridimensionale.

    Cosa include il piano

    L’abbonamento comprende la licenza di Archicad per macOS e Windows, il lavoro di team locale basato su BIMcloud Basic e l’app mobile BIMx per iOS e Android, con le funzionalità della versione BIMx Pro. Sono inclusi anche Graphisoft AI Visualizer e un set di estensioni di Archicad: Python API, PARAM-O, Maxon Redshift, Library Part Maker e un catalogo di superfici aggiuntivo. Il pacchetto copre infine formazione, supporto e servizi.

    Per il professionista singolo, gli elementi potenzialmente più rilevanti sul piano operativo sono quelli legati all’automazione e alla personalizzazione del workflow, ovvero la disponibilità della Python API e di PARAM-O, insieme agli strumenti di teamwork locale forniti tramite BIMcloud Basic.

    Posizionamento e target

    La scelta di rivolgersi specificamente ai soli praticanti distingue questo piano dalle configurazioni pensate per studi strutturati. Il prezzo indicato è di 159 sterline al mese. La direzione di prodotto di Graphisoft motiva la proposta con la necessità di dare ai professionisti indipendenti accesso tempestivo alle novità del software BIM, con un costo adeguato alla scala di un’attività singola.

    “Con la tecnologia AEC che evolve a un ritmo così rapido, vogliamo che i soli praticanti abbiano accesso alle innovazioni software BIM non appena arrivano sul mercato. Archicad Studio lo realizza esattamente: un accesso conveniente al potente workflow BIM di Archicad a un prezzo competitivo, calibrato sulle esigenze del professionista singolo”, dichiara Gábor Kovács-Palkó, senior director of product portfolio strategy di Graphisoft.

    Le affermazioni sul carattere end-to-end del flusso di progettazione e documentazione e sulla completezza degli strumenti di collaborazione e visualizzazione 3D vanno lette come posizionamento commerciale del produttore.

    Considerazioni operative

    Il pacchetto, per come è descritto, copre le principali fasi digitali del lavoro del progettista che opera in BIM: modellazione e documentazione con Archicad, collaborazione su modello con BIMcloud Basic, condivisione e consultazione in mobilità tramite BIMx, visualizzazioni supportate da AI Visualizer e Redshift. Gli strumenti di estensione (Python API, PARAM-O) aggiungono la possibilità di intervenire su parametri e automazioni, aspetto di interesse per chi sviluppa workflow personalizzati. Il limite di scala è esplicito: il teamwork previsto è di tipo locale, coerente con il target di team di dimensioni contenute.