Articoli modificati AI

  • Cityweft si prepara al lancio pubblico: tutte le novità della piattaforma

    Cityweft, piattaforma web dedicata alla generazione di modelli 3D di contesto urbano, ha avviato la propria fase di lancio in accesso riservato, con l’apertura completa al pubblico prevista per il 5 maggio. Il servizio si rivolge ad architetti, urban designer, sviluppatori immobiliari e pianificatori comunali e consente di creare modelli tridimensionali personalizzabili di città e siti, da impiegare nella progettazione in fase iniziale all’interno dei principali strumenti di authoring CAD e BIM, tra cui SketchUp, Revit, Archicad e Rhino.

    Il nucleo tecnico della piattaforma è la conversione di dataset eterogenei del mondo reale, quali edifici 3D, terreno e dati infrastrutturali, in geometria tridimensionale unificata e modificabile in ambiente CAD. Ogni livello di mesh viene generato separatamente, una scelta che rende più semplice la personalizzazione del modello. «La modellazione del contesto dovrebbe essere rapida, accurata e costruita sul modo in cui architetti e professionisti AEC lavorano realmente», afferma Alexander Groth, cofondatore e amministratore delegato di Cityweft.

    Dal dato territoriale alla geometria editabile

    Il flusso di lavoro si sviluppa interamente sulla piattaforma web. L’utente ricerca modelli di città e dati relativi a qualunque area del mondo, attingendo a fonti come OpenStreetMap, Google Open Buildings, Microsoft ML Buildings ed Esri Community Buildings. La preview e la personalizzazione del modello avvengono direttamente online, prima dell’export verso gli ambienti di progetto.

    In uscita, la piattaforma restituisce modelli per Rhino e SketchUp oppure nei formati GLTF, OBJ e STL:

    • esportazione diretta verso Rhino e SketchUp;
    • formati di interscambio GLTF, OBJ e STL;
    • supporto al formato IFC annunciato tra gli sviluppi a breve;
    • connessione tramite API.

    La combinazione di sorgenti dati geografici, personalizzazione online e canali di esportazione multipli colloca lo strumento nella fascia dei servizi di context modelling orientati all’interoperabilità con i workflow digitali di progettazione.

    Qualità della geometria e analisi solari

    Sul piano geometrico, la società rivendica una distinzione rispetto alle soluzioni che ricorrono a estrusioni semplici: l’elaborazione avanzata della geometria e gli algoritmi proprietari di Cityweft produrrebbero geometrie complesse e accurate, in grado di riprodurre quasi 20 tipologie di copertura. Modelli edilizi di qualità superiore, secondo quanto dichiarato dall’azienda, oltre a supportare l’attività di progettazione possono contribuire a restituire analisi solari più affidabili in strumenti come Autodesk Forma. Restano dichiarazioni del produttore, non verificate in modo indipendente.

    Disponibilità e accesso

    Cityweft ha sede a Tallinn, in Estonia. La piattaforma è attualmente accessibile su richiesta tramite il programma di early access, in vista del lancio pubblico completo previsto per il 5 maggio.

  • Stadio Olimpico Roma: Servono 150 Milioni per Adeguamento Euro 2032

    Un significativo intervento di ammodernamento è previsto per lo Stadio Olimpico di Roma, con un costo stimato in 150 milioni di euro. Il progetto mira a riqualificare l’infrastruttura sportiva principale della Capitale, consentendole di accogliere oltre 70mila spettatori in vista degli Europei del 2032. Questa riorganizzazione complessiva è strategica per adeguare l’impianto ai più elevati standard internazionali richiesti da eventi di tale portata.

    Ambiti di Intervento e Componenti Obiettivo dell’Upgrade

    Il programma di lavori si concentra su diverse aree chiave dell’impianto, ciascuna con specifiche implicazioni ingegneristiche. Verranno interessate le aree esterne, la cavea, le tribune, gli spazi interni e l’intero sistema impiantistico.
    La riqualificazione delle aree esterne comporta la revisione degli accessi, la gestione dei flussi pedonali e veicolari, la sicurezza perimetrale e l’integrazione urbana del complesso. Questo richiede un’attenta pianificazione urbanistica e ingegneristica per garantire la funzionalità e la sicurezza del sito in giornate di grande affluenza.
    Per quanto riguarda la cavea e le tribune, gli interventi riguarderanno l’ottimizzazione della visibilità, il comfort dei posti a sedere e l’aggiornamento degli standard di sicurezza e accessibilità per il pubblico. Tali modifiche richiedono spesso verifiche strutturali approfondite e l’impiego di nuove soluzioni costruttive per l’installazione delle sedute e la gestione delle vie di esodo.

    Implicazioni per gli Spazi Interni e i Sistemi Tecnici

    Gli spazi interni dello stadio saranno oggetto di un profondo rinnovamento funzionale. Questo include la modernizzazione di aree tecniche, zone dedicate agli atleti, spazi per i media e ambienti di servizio, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e l’esperienza complessiva. L’adeguamento di questi ambienti può comportare interventi su pareti divisorie, finiture, e una revisione delle distribuzioni interne per ottimizzare gli usi previsti.
    Una componente fondamentale del progetto è l’aggiornamento del sistema impiantistico. Questo settore è cruciale per la sostenibilità e la funzionalità di un impianto sportivo di grandi dimensioni. Gli interventi comprenderanno probabilmente la revisione degli impianti elettrici, di illuminazione, idraulici, di condizionamento, di sicurezza e di telecomunicazione. L’integrazione di nuove tecnologie impiantistiche è volta a migliorare l’efficienza energetica, la gestione della sicurezza e la connettività, aspetti imprescindibili per un evento sportivo contemporaneo.

    Coordinamento e Obiettivi Strategici del Progetto

    La definizione del progetto di ammodernamento è stata curata da Sport e Salute, in stretta collaborazione con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Struttura commissariale specificamente istituita per l’attuazione degli interventi. Questo coordinamento tra enti riflette la complessità gestionale e la rilevanza strategica dell’opera. L’obiettivo primario è rendere il principale impianto sportivo capitolino pienamente conforme ai requisiti infrastrutturali e operativi stabiliti dalla UEFA per ospitare un evento del calibro dei Campionati Europei di calcio, garantendo sicurezza, comfort e funzionalità all’avanguardia per tutte le parti coinvolte.

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  • Induzione Elettromagnetica per l’Auto-Riparazione di Mastici Bituminosi con Filler Alternativi: Recupero Meccanico e Risposta Reologica

    L’estensione della vita utile delle pavimentazioni stradali rappresenta una sfida costante per l’ingegneria delle infrastrutture, con l’auto-riparazione dell’asfalto che emerge come una soluzione promettente per mitigare i fenomeni di degrado. Tra le metodologie di attivazione del processo, il riscaldamento per induzione elettromagnetica (EIH) offre un meccanismo rapido di attivazione termica, benché la sua efficacia sia ancora oggetto di approfondimento, soprattutto in relazione alla capacità di indurre un flusso sufficiente, al recupero meccanico conseguente e alla risposta reologica a livello di mastice.

    Caratterizzazione e Recupero Meccanico dei Mastic Asfaltici

    Uno studio approfondito ha esaminato le interrelazioni tra suscettibilità all’EIH, condizioni di flusso, recupero delle proprietà meccaniche e la risposta reologica di diversi mastici asfaltici. Otto diverse formulazioni sono state valutate, combinando due tipologie di legante, un bitume puro 50/70 e un polimero modificato (PMB 45/80-65), con quattro tipologie di filler: calcare, scoria d’acciaio, filler metallico e filler a base di ferro.

    La metodologia ha incluso una fase preliminare di screening EIH per valutare la risposta termica dei materiali. Successivamente, è stata sviluppata una procedura specifica per la determinazione della soglia di flusso, adattando il concetto di anello e sfera (ring-and-ball) al riscaldamento localizzato tramite induzione. I tempi di esposizione così determinati sono stati applicati in un protocollo di frattura, auto-riparazione assistita e rifrattura, seguito da una dettagliata caratterizzazione reologica.

    Suscettibilità all’Induzione e Prestazioni Post-Riparazione

    I mastici contenenti filler metallici e di ferro hanno dimostrato la risposta più significativa al riscaldamento per induzione elettromagnetica, raggiungendo la soglia di flusso in tempi compresi tra 235 e 450 secondi. È interessante notare come la sola velocità di riscaldamento non sia risultata un predittore diretto del tempo necessario per raggiungere il flusso desiderato.

    Le prestazioni meccaniche post-riparazione hanno evidenziato differenze sostanziali tra le diverse formulazioni. Dopo due cicli di auto-riparazione assistita da EIH, i mastici a base di legante 50/70 con filler metallico (50/70-MF) e filler di ferro (50/70-IF) hanno mantenuto circa il 76-77% del loro picco di sollecitazione nominale iniziale a trazione. In confronto, i corrispondenti mastici con legante PMB hanno mantenuto circa il 43% della sollecitazione iniziale. Questo suggerisce che la combinazione legante-filler gioca un ruolo cruciale nell’efficacia del processo di auto-riparazione.

    I protocolli EIH, sebbene distinti da quelli basati sul riscaldamento in forno, hanno generalmente mostrato un recupero meccanico superiore, richiedendo al contempo periodi di riscaldamento attivo significativamente più brevi. Questo aspetto risulta di particolare interesse per l’ottimizzazione dei processi di manutenzione in situ.

    Risposta Reologica e Sensibilità al Danneggiamento

    Le risposte reologiche successive ai protocolli completi di auto-riparazione basati su EIH e forno sono state generalmente meno pronunciate rispetto a quelle osservate dopo un invecchiamento di laboratorio. Tuttavia, i test di danneggiamento a fatica hanno dimostrato una maggiore sensibilità nel rilevare le differenze tra le storie di condizionamento complete dei materiali. Questo evidenzia l’importanza di considerare prove di fatica per una valutazione esaustiva delle prestazioni a lungo termine dei mastici auto-riparanti.

    In sintesi, l’efficacia del processo di auto-riparazione assistito da EIH è intrinsecamente legata alla suscettibilità elettromagnetica del materiale, al suo comportamento al flusso e alla risposta meccanica e reologica complessiva del sistema legante-filler. La comprensione di questi fattori è fondamentale per lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie di pavimentazione auto-riparanti, con potenziali ricadute positive sulla durabilità e sulla sostenibilità delle infrastrutture stradali.

  • Quanto costa cercare un’informazione? Meno tempo di ricerca, più valore per decidere: dall’ACDat/CDE al controllo – Talks 13 ottobre 2026

    ASSOBIM organizza per martedì 13 ottobre 2026, alle ore 17.00, una nuova sessione del suo format Talks dedicata a un aspetto spesso poco quantificato della gestione digitale delle commesse: quanto costa, in termini di tempo e di risorse, cercare le informazioni di progetto. L’incontro si intitola “Quanto costa cercare un’informazione? Dall’ACDat/CDE al controllo: meno tempo per cercare, più valore per decidere” e sarà condotto da Paola Rizzo e Marco Viviani di 888 Software Products S.r.l.

    Il punto di partenza è una condizione diffusa nella pratica di progetto: disporre dei dati ed estrapolarne le informazioni correlate non equivale a poterle utilizzare quando servono. Il tempo necessario per trovare un contenuto, verificarlo e ricostruirne il significato pesa direttamente sull’efficienza della gestione dell’appalto e della commessa, sottraendo risorse professionali alle attività su cui esse dovrebbero concentrarsi.

    La ricerca dell’informazione come consumo di risorse

    Nell’organizzazione di una commessa, recuperare un’informazione non è un’operazione neutra: richiede ore di lavoro tecnico dedicate all’individuazione dei contenuti, alla loro verifica e alla ricostruzione del loro significato. È questo consumo il vero costo da mettere a fuoco: prima ancora che l’informazione venga impiegata in analisi o controlli, una parte delle risorse della squadra è già stata assorbita per trovarla e renderla utilizzabile.

    Un ACDat/CDE strutturato per ottenere risposte più rapidamente

    Il talk analizzerà come un ACDat/CDE strutturato possa ridurre il tempo necessario per ottenere una risposta, trasformando la ricerca dell’informazione da attività manuale e dispersiva a processo più rapido e mirato. La riduzione dei tempi di recupero consente di riportare il lavoro tecnico verso le attività a maggiore valore: analisi, verifica e decisione.

    Il costo del controllo su un caso concreto

    L’analisi si fonda su un caso reale, attraverso il quale i relatori metteranno a fuoco il costo del controllo: quante risorse vengono assorbite per recuperare un’informazione prima ancora di poterla utilizzare. La domanda è rilevante per chi governa commesse e appalti, perché la risposta condiziona la distribuzione del tempo tecnico tra attività di ricerca e attività decisionali.

    Dalla riduzione di questo tempo discende il valore economico attribuito all’ACDat/CDE: meno ore dedicate alla ricerca dell’informazione, più tempo disponibile per governare la commessa. In questa prospettiva, la qualità della struttura informativa non è solo una questione organizzativa, ma un elemento che incide sull’efficienza economica della gestione del progetto.

    Informazioni per la partecipazione

    • Evento: ASSOBIM Talks “Quanto costa cercare un’informazione? Dall’ACDat/CDE al controllo: meno tempo per cercare, più valore per decidere”
    • Data e ora: martedì 13 ottobre 2026, ore 17.00
    • Relatori: Paola Rizzo e Marco Viviani (888 Software Products S.r.l.)
    • Iscrizioni: registrazione online tramite il modulo dedicato

    Le iscrizioni sono aperte attraverso la piattaforma di registrazione online indicata da ASSOBIM. L’appuntamento affronta il tema da un angolo specificamente gestionale: il costo del recupero dell’informazione come variabile misurabile dell’efficienza con cui la commessa viene governata.

  • Volve AI per automatizzare gare d’appalto e attività di pre-costruzione nel settore edile

    Volve, piattaforma di intelligenza artificiale per le attività di gara e pre-costruzione, ha introdotto un livello di orchestrazione pensato per automatizzare attività più complesse a cavallo tra calcoli, stima e interpretazione di disegni e modelli BIM. L’obiettivo dichiarato è permettere alle imprese di confrontare più facilmente le informazioni contenute in capitolati, elaborati grafici e modelli, riducendo il lavoro manuale oggi necessario per incrociare queste fonti.

    Come funziona

    Le nuove funzionalità consentono di assegnare al sistema un compito in linguaggio naturale: l’esempio riportato è la richiesta di “verificare che le quantità indicate nel capitolato corrispondano ai disegni e al modello IFC”. A partire dalla richiesta, la piattaforma determina i passi necessari, esegue i controlli su una gara e verifica i risultati prima di restituirne gli esiti, associando a ciascun riscontro la fonte da cui deriva.

    L’orchestrazione si innesta sulla struttura a grafo di progetto già presente nell’architettura del prodotto. “Abbiamo sempre costruito verso un’AI che assiste le attività di competenza nella fase di gara – dichiara Herman B. Smith, cofondatore e CEO di Volve -. Ciò che è cambiato è l’architettura e, con essa, la velocità. Con l’orchestrazione sopra la struttura a grafo di progetto che avevamo già, stiamo vedendo possibilità completamente nuove, prima di quanto avevamo previsto.”

    Il problema affrontato

    Secondo Volve, individuare le discrepanze tra capitolati, disegni e modelli BIM richiede oggi che una persona esamini manualmente ciascuna fonte. Il nuovo livello di orchestrazione porta questi controlli all’interno del processo di gara e stima: le incoerenze possono potenzialmente emergere mentre la stima è ancora in fase di sviluppo, anziché essere rilevate in un momento successivo del flusso di lavoro.

    Applicazioni nel processo di offerta

    Oltre alla verifica di coerenza tra documenti, la piattaforma può supportare decisioni come la scelta di presentare o meno un’offerta, la determinazione del prezzo dei lavori e l’accettazione dei rischi. Il perimetro operativo dichiarato resta per ora circoscritto: il primo caso d’uso citato è il confronto tra quantità, disegni e specifiche tecniche, che Smith definisce “un primo caso. Non sarà l’ultimo”, senza tuttavia dettagliare una roadmap.

    Limiti dell’annuncio

    Le capacità descritte, dalla determinazione dei passi necessari alla verifica dei risultati con indicazione della fonte, sono dichiarate dal fornitore. L’annuncio non riporta benchmark, tempi di elaborazione né indicatori di precisione relativi ai controlli automatizzati, né casi d’uso documentati presso clienti.

  • Raffreddamento Radiativo: Progressi nei Rivestimenti Architettonici, Principi Ottici e Risparmio Energetico negli Edifici

    Il controllo della temperatura negli edifici rappresenta una sfida cruciale per il comfort abitativo e per la sostenibilità energetica. In questo contesto, i rivestimenti architettonici a raffreddamento radiativo passivo emergono come una tecnologia promettente, capace di modulare lo scambio termico attraverso la superficie esterna degli edifici e di ridurre significativamente i fabbisogni energetici per la climatizzazione.

    Principi Ottici del Raffreddamento Radiativo Passivo

    Il funzionamento dei rivestimenti a raffreddamento radiativo si basa su specifici principi ottici che permettono di gestire l’interazione tra la superficie dell’edificio e la radiazione solare e termica. Tali materiali sono progettati per massimizzare la riflessione della luce solare in un ampio spettro, riducendo l’assorbimento di energia radiante e, di conseguenza, il riscaldamento della struttura. Contestualmente, presentano un’elevata emissività termica nella cosiddetta “finestra di trasparenza atmosferica”, ovvero la banda di lunghezze d’onda (tipicamente tra 8 e 13 micrometri) in cui l’atmosfera terrestre è relativamente trasparente alla radiazione infrarossa. Questa caratteristica consente al rivestimento di irradiare calore verso lo spazio esterno, agendo come un dissipatore passivo, anche in presenza di irraggiamento solare diretto, favorendo così una riduzione della temperatura superficiale al di sotto di quella ambiente.

    L’Evoluzione dei Rivestimenti Architettonici a Raffreddamento Radiativo

    Le recenti innovazioni nel campo dei rivestimenti a raffreddamento radiativo hanno portato allo sviluppo di materiali con prestazioni ottiche superiori e una maggiore durabilità. Gli avanzamenti tecnologici riguardano la formulazione di vernici, film e pannelli che integrano microstrutture o nanoparticelle ceramiche e polimeriche, ottimizzate per raggiungere simultaneamente un’altissima riflettività solare (superiore al 90%) e un’elevata emissività termica nella finestra atmosferica. Questi progressi non solo migliorano l’efficienza del raffreddamento, ma estendono anche la gamma di applicazioni e la resistenza a fattori ambientali come l’usura e l’invecchiamento. La ricerca attuale si concentra sull’integrazione di queste proprietà in materiali di facile applicazione e con un’estetica compatibile con l’architettura contemporanea.

    Implicazioni per l’Efficienza Energetica Edilizia e il Comfort Interno

    L’adozione di rivestimenti a raffreddamento radiativo nelle architetture moderne e nel recupero del patrimonio esistente offre vantaggi significativi per il risparmio energetico degli edifici. Riducendo il carico termico in ingresso, si diminuisce la necessità di ricorrere a sistemi di condizionamento attivi, con un conseguente calo dei consumi elettrici e delle emissioni di CO2. Questa tecnologia supporta l’obiettivo di edifici a energia quasi zero (NZEB) e di costruzioni resilienti ai cambiamenti climatici. Inoltre, contribuisce a migliorare il comfort termico degli occupanti, specialmente in contesti climatici caldi, stabilizzando la temperatura interna senza l’uso intensivo di energia. Parallelamente, su scala urbana, l’applicazione diffusa di questi materiali può mitigare l’effetto isola di calore, diminuendo la temperatura complessiva degli agglomerati urbani.

    I rivestimenti a raffreddamento radiativo rappresentano una componente strategica per l’ingegneria e l’architettura orientate alla sostenibilità. La loro capacità di trasformare le superfici edilizie in elementi attivi di gestione termica passiva offre nuove prospettive per ottimizzare le prestazioni energetiche e il benessere ambientale degli edifici.

  • AIS Associazione Infrastrutture Sostenibili: Importazione Articoli per INGFORUM – Prospettive 2026

    La modernizzazione del sistema infrastrutturale italiano richiede un approccio integrato che connetta innovazione tecnologica, sostenibilità e monitoraggio. Questa visione è al centro dell’impegno di AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili – che si propone di definire nuove strategie per la sicurezza e lo sviluppo della rete infrastrutturale nazionale.

    Il Ruolo Strategico di AIS nel Contesto Infrastrutturale

    AIS, forte di oltre 150 soci tra i quali figurano protagonisti della progettazione, esecuzione e gestione delle infrastrutture che rappresentano complessivamente più del 3% del PIL nazionale (come Amplia, Autostrade per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Enel, Gruppo Ferrovie dello Stato, Snam, Saipem, Tecne, TELT, Webuild, oltre a primarie società di ingegneria e grandi gruppi industriali), opera come un Think Tank scientifico. La sua missione consiste nel promuovere una cultura della progettazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture basata su criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale. L’Associazione si propone come interlocutore autorevole per istituzioni e stakeholder di mercato, con l’obiettivo di valorizzare l’integrazione tra pianificazione territoriale, innovazione tecnologica e responsabilità ambientale. Questo approccio sistemico fornisce a enti, stazioni appaltanti, imprese e professionisti strumenti concreti per l’analisi, la misurazione e la progettazione delle infrastrutture future.

    SAIE Bologna 2026: Piattaforma di Confronto Tecnico

    Il SAIE Bologna, appuntamento di riferimento per l’intera filiera delle costruzioni, rappresenta una piattaforma cruciale per il dibattito e l’aggiornamento professionale. L’edizione 2026 della manifestazione ospiterà AIS, che porterà avanti i temi della sostenibilità, della transizione digitale e della resilienza climatica come pilastri della propria partecipazione. L’evento è strutturato in quattro saloni tematici, affiancati da aree di eccellenza e iniziative speciali dedicate ai temi più attuali del settore. Tra le novità spiccano le Aree SAIE Lab Live, concepite come ecosistemi per favorire l’incontro e lo scambio tra imprese, professionisti, associazioni e istituzioni, attraverso convegni, dimostrazioni pratiche e sessioni di networking. È in questo contesto che AIS ribadirà la propria visione: la sostenibilità nelle infrastrutture non costituisce unicamente un requisito ambientale, bensì un approccio sistemico che integra la pianificazione economica, la digitalizzazione avanzata e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

    Programma Tecnico di AIS: Approfondimenti su PNRR, Digitale e Resilienza

    L’Associazione Infrastrutture Sostenibili ha previsto un programma tecnico articolato in due delle Arene principali di SAIE: “Infrastrutture e Territori” e “AI, BIM Digital”. Saranno coordinati e presentati tre tavoli di confronto tematici, indirizzati alla comunità tecnica e professionale.

    Prospettive del PNRR e Sviluppo Infrastrutturale

    Un primo appuntamento, “Punto sul PNRR e scenari futuri per il sistema infrastrutturale”, si terrà giovedì 8 ottobre dalle ore 11:30 alle 13:00 presso l’Arena Infrastrutture e Territori. Organizzato in collaborazione con SAIE, l’incontro offrirà un’analisi sullo stato di attuazione delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e delineerà le prospettive di sviluppo a lungo termine per la rete infrastrutturale del Paese. L’evento sarà coordinato da Alfredo Martini, vicepresidente di AIS, e vedrà la partecipazione del Presidente Lorenzo Orsenigo, insieme a Marcello Mancone, consigliere AIS, Direttore tecnico e responsabile settore infrastrutture presso Politecnica Ingegneria e Architettura, e Andrea Fanelli, Responsabile Centro di Competenza infrastrutture di trasporto di CDP.

    La Trasformazione Digitale nel Ciclo di Vita delle Infrastrutture

    Il panel “L’evoluzione digitale nelle infrastrutture sostenibili: dalla progettazione alla gestione” è in programma giovedì 8 ottobre dalle ore 14:00 alle 15:30 presso l’Arena AI, BIM Digital. Questa sessione esplorerà il ruolo delle nuove tecnologie quali BIM, intelligenza artificiale, sensoristica, digital twin e gestione dei dati, applicate all’intero ciclo di vita dell’opera. L’incontro sarà introdotto dalla relazione del vicepresidente AIS Luca Ferrari, che approfondirà il tema “Digitalizzazione e sostenibilità: il connubio virtuoso per la progettazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture”. Riccardo Perego, coordinatore di uno dei gruppi di lavoro AIS, interverrà sul tema “Il valore del dato”. Durante l’evento, verranno presentate esperienze e buone pratiche adottate da soci AIS come Autostrada Pedemontana Lombarda, Gruppo CAP, SEA e TELT.

    Sicurezza e Resilienza Climatica: Strumenti e Tecnologie

    Venerdì 9 ottobre, dalle ore 9:30 alle 11:30, l’Arena Infrastrutture e Territori ospiterà il dibattito “Innovazione e tecnologie per lo sviluppo sostenibile. Misurare per decidere: sicurezza e resilienza climatica delle infrastrutture”. La discussione sarà incentrata sull’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate per garantire la sicurezza del territorio e la capacità di adattamento delle opere, sia esistenti che di nuova realizzazione, di fronte ai rischi ambientali e climatici. L’incontro si aprirà con la relazione del Presidente AIS Lorenzo Orsenigo e sarà arricchito dagli interventi introduttivi di Enrico Giovannini, coordinatore scientifico ASviS e componente del Comitato scientifico AIS, di Paolo Tortora dell’Università di Bologna e della consigliera AIS Gabriella Chiellino. Contributi tecnici saranno forniti dai soci AIS Eoliann, Fondazione OMD, Latitudo 40, Maccaferri, NexaTree e One team.

    Il programma dettagliato degli eventi AIS è disponibile per il download sul sito infrastrutturesostenibili.org. Per informazioni sulla partecipazione, è possibile contattare comunicazione@infrastrutturesostenibili.org.

  • Vectorworks 2027: Ottimizzato per i Flussi di Lavoro Reali

    La nuova versione 2027 del software CAD/BIM Vectorworks, disponibile per ambienti Windows e Mac, introduce una serie di strumenti e ottimizzazioni mirate a snellire le attività progettuali routinarie. Gli aggiornamenti sono stati concepiti per migliorare la visualizzazione, la documentazione, il coordinamento e lo scambio di informazioni tecniche, aspetti cruciali per i professionisti del settore delle costruzioni.

    Accelerazione Grafica e Realismo Visivo nei Modelli 3D

    Tra le novità più rilevanti, l’aggiornamento potenzia significativamente la gestione grafica, consentendo una visualizzazione più rapida e fedele in ogni fase del processo di design. Questo è reso possibile dall’adozione di risorse per le texture modernizzate, basate su un sistema di rendering fisicamente realistico (PBR). La rinnovata finestra di dialogo per la modifica delle texture, che offre anteprime in tempo reale, semplifica la creazione e la raffinazione dei materiali, garantendo un controllo più preciso sull’aspetto finale dei modelli.

    L’accelerazione grafica rappresenta un pilastro di questa versione, supportata direttamente dalle GPU attraverso Vulkan su Windows e Metal su Mac. Tale implementazione consente di scaricare una parte maggiore dell’elaborazione dalla CPU alla GPU, migliorando notevolmente la reattività nella navigazione quotidiana dei modelli 3D, soprattutto in modalità complesse. Vectorworks segnala incrementi prestazionali che possono raggiungere da 15x a 35x nelle operazioni di panning e zooming, facilitando la gestione di modelli tridimensionali di grandi dimensioni e complessità.

    A complemento delle capacità di visualizzazione, il modulo AI Visualizer è stato potenziato con il supporto dei modelli di intelligenza artificiale di Google, specificamente Nano Banana. Questa integrazione permette ad architetti e progettisti di esplorare rapidamente concetti di design e generare visualizzazioni ad alta risoluzione direttamente all’interno del software, accelerando il processo creativo e decisionale.

    Interoperabilità Avanzata e Gestione Contenuti

    Vectorworks 2027 adotta un approccio più integrato per la ricerca, l’utilizzo e la gestione dei contenuti di progetto. Viene introdotta “The Exchange”, una nuova piattaforma e palette in-app che funge da hub centrale. Qui, gli utenti possono condividere, inviare e scoprire risorse pronte all’uso, provenienti sia dalla comunità di utenti che dai partner industriali. Questa funzionalità promuove la collaborazione e l’efficienza nella riutilizzabilità degli elementi progettuali.

    Inoltre, il software amplia il suo supporto per le Revit Families e i DXF/DWG Dynamic Blocks. Questa estensione permette l’importazione di tali contenuti direttamente in Vectorworks, dove vengono riconosciuti e gestiti come oggetti dinamici. Tale capacità migliora significativamente l’interoperabilità tra diverse piattaforme BIM e CAD, essenziale per flussi di lavoro collaborativi complessi e per l’integrazione di librerie di oggetti standard.

    Miglioramenti Specifici per la Progettazione Architettonica e la Georeferenziazione

    All’interno di Vectorworks Architect, sono stati implementati miglioramenti significativi per la gestione delle fasi di progetto. Queste ottimizzazioni sono volte a facilitare la comunicazione delle diverse tappe di un progetto e delle modifiche di design durante l’intero processo di documentazione. I flussi di lavoro relativi a porte e finestre sono stati anch’essi potenziati, rendendo più agevole la gestione e la documentazione di questi elementi architettonici comuni.

    Un’attenzione particolare è stata dedicata alla georeferenziazione, che risulta ora più accessibile e precisa. I progettisti possono allineare i loro modelli con coordinate del mondo reale senza la necessità di competenze specialistiche in sistemi informativi geografici (GIS). Per supportare questa funzionalità, è stato integrato un Geolocation Setup Wizard, uno strumento che consente di allineare rilievi, nuvole di punti, livelli GIS e immagini di località attorno a un singolo punto di rilevamento, garantendo un posizionamento accurato e coerente del modello nel contesto territoriale.

    La suite Vectorworks 2027 comprende diverse edizioni specializzate, tra cui Vectorworks Architect, Landmark, Spotlight, Design Suite, Fundamentals, ConnectCAD e Braceworks, offrendo una soluzione completa per una vasta gamma di discipline progettuali.

  • Materiali a base di terra per l’edilizia sostenibile: progressi e sfide

    Il settore delle costruzioni globali è in continua ricerca di soluzioni che coniughino efficienza strutturale e responsabilità ambientale. In questo contesto, i materiali a base di terra, tradizionalmente impiegati in diverse culture per millenni, stanno vivendo una rinascita di interesse. La loro rilevanza nel panorama attuale dell’edilizia sostenibile è oggetto di approfondite indagini scientifiche, come evidenziato dalle pubblicazioni nel volume 16 della rivista Buildings, che delineano progressi e sfide inerenti al loro sviluppo.

    Il ruolo strategico dei materiali terrigeni nella costruzione sostenibile

    L’attenzione verso un approccio più sostenibile nel ciclo di vita degli edifici ha riportato al centro del dibattito tecnico l’utilizzo di materiali naturali, tra cui spiccano quelli a base di terra. Questi materiali offrono un’alternativa significativa ai componenti edili convenzionali ad alta intensità energetica, principalmente grazie alla loro abbondante disponibilità, al basso impatto ambientale nel processo di estrazione e lavorazione, e alla loro completa riciclabilità. Le proprietà termiche intrinseche della terra, unitamente alla capacità di regolazione igrometrica, contribuiscono a migliorare il comfort abitativo e a ridurre i consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento.

    La filiera produttiva dei materiali a base di terra è caratterizzata da un’impronta carbonica contenuta, distinguendosi per l’esiguo fabbisogno di energia incorporata (embodied energy) rispetto a cemento, acciaio o laterizi cotti. Questo aspetto li rende particolarmente attraenti per progetti orientati alla certificazione ambientale e alla minimizzazione dell’impatto climatico complessivo dell’opera. L’impiego di risorse locali riduce inoltre i costi e le emissioni legate al trasporto, promuovendo un’economia circolare e a chilometro zero nel settore delle costruzioni.

    Evoluzione e innovazione nell’impiego strutturale della terra

    La ricerca contemporanea sta apportando significative innovazioni nell’applicazione dei materiali terrigeni, superando le limitazioni storiche e aprendo nuove prospettive per il loro impiego anche in contesti strutturali complessi. Gli studi attuali si concentrano sullo sviluppo di tecniche di stabilizzazione avanzate, che includono l’integrazione di leganti naturali o minimamente processati per migliorare le proprietà meccaniche e la durabilità. Tecniche come la terra cruda compressa (CEB) o la terra stabilizzata con calce o cemento, opportunamente dosati, mostrano un incremento della resistenza a compressione, della resistenza all’erosione e una maggiore stabilità dimensionale.

    Parallelamente, l’analisi delle prestazioni strutturali di elementi e sistemi costruttivi a base di terra beneficia di metodologie di caratterizzazione sperimentale sempre più precise e di modelli numerici avanzati. Questi strumenti permettono ai progettisti di prevedere con maggiore accuratezza il comportamento di murature e blocchi in terra sotto diverse condizioni di carico e ambientali, facilitando l’integrazione di tali soluzioni nei progetti edilizi moderni. L’ottimizzazione delle miscele e l’introduzione di rinforzi naturali o compositi rappresentano ulteriori aree di sviluppo per l’ampliamento delle capacità portanti e della resistenza alle azioni sismiche, dove applicabile.

    Sfide operative e prospettive per l’ingegneria del futuro

    Nonostante i progressi, l’ampia diffusione dei materiali a base di terra nell’ingegneria contemporanea è ancora frenata da diverse sfide. Tra queste, la standardizzazione dei processi produttivi e delle metodologie di verifica rappresenta un ostacolo significativo. La variabilità delle caratteristiche geologiche del terreno da cui i materiali sono estratti richiede un’attenta analisi e caratterizzazione in ogni specifico contesto, rendendo complessa la definizione di parametri prestazionali univoci e universalmente riconosciuti dalle normative edilizie vigenti.

    Un’altra criticità emerge dalla necessità di sviluppare competenze specifiche tra i professionisti del settore, dai progettisti agli esecutori. La mancanza di familiarità con le tecniche costruttive a base di terra, unita a percezioni errate riguardo alla durabilità o alla resistenza sismica, può limitare l’adozione di queste soluzioni. Pertanto, la formazione e la diffusione della conoscenza tecnica sono fondamentali per superare la diffidenza e promuovere un’accettazione più ampia. È inoltre cruciale proseguire la ricerca su soluzioni innovative per migliorare la resistenza all’acqua e all’umidità, oltre a sviluppare sistemi costruttivi che ne massimizzino i benefici in termini di sostenibilità e performance strutturali. Il superamento di queste barriere consentirà di sbloccare appieno il potenziale dei materiali terrigeni per un’edilizia realmente sostenibile e resiliente.

  • Sensat e Transcend siglano un’integrazione strategica

    Sensat, piattaforma di visualizzazione che riporta il contesto reale del sito nei progetti di infrastrutture, e Transcend, motore di design generativo per impianti idrici, di depurazione ed energetici, hanno siglato una partnership e messo a punto un workflow dedicato alla progettazione preliminare. Lo schema prevede l’automazione dell’ingegneria di fase iniziale in Transcend, l’invio dei modelli BIM concettuali in Sensat per la revisione nel contesto reale e il ritorno dei feedback al motore generativo, con l’intero processo sincronizzato su Autodesk Construction Cloud (ACC).

    L’obiettivo dichiarato dalle due società è ridurre i tempi che separano la generazione di una variante progettuale dalla sua valutazione nel contesto fisico del sito, un passaggio determinante per le decisioni preliminari di impianto nei settori acqua ed energia.

    Il flusso operativo

    Il lavoro comincia in Sensat con la definizione del sito: l’utente seleziona gli ingombri degli asset sovrapponendoli a un contesto tridimensionale che comprende il terreno 3D, le reti di servizio e layer di vincoli, come le zone alluvionali. Questi input vengono passati a Transcend, che genera più opzioni di progetto complete di modelli Revit, disegni CAD e report. I modelli e i metadati associati sono trasferiti automaticamente nella cartella del progetto su Autodesk Construction Cloud, dove restano soggetti a governance e controllo delle versioni.

    I modelli BIM concettuali trasmessi in Sensat, descritti dalle società come “highly detailed”, confluiscono nella piattaforma, che assume il ruolo di hub di visualizzazione e collaborazione: gli stakeholder esplorano il progetto nel suo contesto reale, individuano rischi e opportunità e raccolgono note di campo direttamente all’interno dello strumento. Le osservazioni vengono restituite a Transcend, dove le opzioni progettuali riviste vengono generate spesso nell’arco di pochi minuti.

    Per Harry Atkinson, CCO e cofondatore di Sensat, il collegamento tra automazione e visualizzazione è la condizione perché l’automazione produca effetti concreti:

    “L’automazione della progettazione dimostra il suo valore solo quando ogni opzione può essere vista sul terreno e adattata in tempo reale. Unendo il motore generativo di Transcend al gemello digitale di Sensat, committenti e appaltatori ottengono la chiarezza necessaria per ridurre i rischi di progetto molto prima dell’inizio dei lavori.”

    Output di ingegneria e tempi di iterazione

    Adam Tank, cofondatore e CCO di Transcend, mette l’accento sulla densità informativa degli output ingegneristici che transitano verso la piattaforma di visualizzazione:

    “Integrare gli output di ingegneria ricchi di dati di Transcend all’interno di Sensat consente ai team di generare, validare e iterare progetti per impianti idrici o sottostazioni nel giro di un pomeriggio, per arrivare a infrastrutture non solo tecnicamente solide, ma realmente costruibili, convenienti e sostenibili.”

    Il pilota di Severn Trent Water

    Severn Trent Water, tra i maggiori fornitori di servizi idrici e di trattamento delle acque reflue del Regno Unito, ha sperimentato il workflow Sensat-Transcend sul progetto dell’impianto di trattamento di Westwood Brook. Secondo i dati comunicati da Sensat, il tempo di revisione della progettazione si è ridotto del 90 percento e gli ingegneri sono stati in grado di produrre decine di layout dell’impianto in una sola mattinata, anziché in settimane, visualizzando ciascuna opzione sulla topografia reale del sito per individuare immediatamente le criticità di costruibilità.

    Il flusso descritto resta ancorato alla fase preliminare della progettazione: la generazione automatizzata delle varianti è affiancata dalla revisione nel contesto reale da parte degli stakeholder, mentre la governance documentale è demandata ad Autodesk Construction Cloud.